Luigi. Ma se resto qui ancora mi spunteranno le orecchie.
March. Non avete giustificazioni?
Luigi. Sì, signora, ne ho una che vale per tutte. Se io caddi in errore si fu per creder troppo nell’esperienza di uno dei nostri grandi poeti.
March. Quale?
Luigi. Il Tasso che scrisse nell’Aminta quei versi:
Oh tu non sai com’è fatta la donna!
Fugge, e fuggendo vuol ch’altri la segua.
Nega, e negando vuol ch’altri si tolga,
Pugna, e pugnando vuol che altri la vinca.
Io ci ho creduto; voi negaste ed io volli togliermi, pugnaste e volli vincervi, e mi resto dopo tutto con un pugno di vento.