Osanna, il teatro italiano aveva un lavoro di più da aggiungere alla già splendida corona. Veramente il titolo pare che presti poco soggetto al dramma di Pomponio; e difatti si trattava di un solo episodio tirato e trascinato per cinque atti, ma signori miei, la semplicità è una gran cosa.
Dio fece il mondo con niente, dunque per poco che s’abbia si può fare un dramma.
Il lavoro era bello e pronto, vi mancava solamente una compagnia per recitarlo e Pomponio nella sua ingenuità credette cosa facile il trovare un capocomico disposto in suo favore.
In paese c’erano due compagnie di commedianti, ed un bel mattino il nostro giovane autore si prese sotto il braccio il suo dramma, ed andò difilato a suonare il campanello in casa di uno dei direttori.
Una donna scarmigliata e brodolosa venne all’uscio chiedendo ruvidamente!
— Chi cercate?
— Scusi, signora, mormorò Pomponio, abita il signor Capocomico Rinaldo?
— Sì.
— Ho bisogno di parlargli.
— Ripassi più tardi, non è ancora alzato, rispose la donna disponendosi a chiudere.