— Perdono... madamigella, soggiunse tosto Pomponio, se anche fosse in letto non fa nulla, due sole parole giacchè ho molta premura.
— Allora si degni di aspettare un momento.
La porta fu rinchiusa, e Pomponio se ne rimase sul pianerottolo, non troppo edificato dell’accoglienza ricevuta.
Dopo dieci minuti d’aspetto, la porta venne riaperta, e la stessa donna, collo stesso tono gli disse:
— Venga avanti.
La franchezza di Pomponio era già di molto scemata, e sentivasi in cuore un certo turbamento che lo sconcertava.
Attraversò una stanzuccia tutta in disordine, entrò in quella da letto, e fermandosi sulla soglia col cappello in mano, si rivolse al commediante che stava ancora sotto le coltri, compose la faccia ad un risolino molto imbarazzato e sclamò:
— Scusi signor Capocomico se...
— Niente, niente, rispose l’altro accennandogli di avanzarsi.
Pomponio arrischiò due passi, indi riprese con voce tremante: