Paolo.»

Laura ad Ermanno.

«Amico mio.—Mio caro Ermanno! e non sarà mai che io veda distolta dallʼanima tua quella tristezza crudele che avvizzisce le gioie del nostro amore? Il cielo sì prodigo a me di conforti, ti è tanto avaro da non concederti mai unʼistante di calma.... non è dunque vero che unʼaffetto profondo abbellisce lʼesistenza anche allora che si è lungi da chi si ama, se tu soffri cotanto lontano da me?.... La tua lettera fu uno strazio per il mio cuore, e su quelle pagine improntate dʼamarezza, ho versate molte lagrime.—Oh! quante volte lʼho letta e riletta; fermandomi sopra ogni frase, studiandone ogni accento, cercava di trasfondere nellʼanima mia un riflesso delle tue pene; con ciò mi pareva di alleviare il tuo travaglio.

«Perchè mai, mio buon Ermanno, non puoi tu essere felice quanto io la sono. La certezza, del tuo amore paralizza in me ogni altro pensiero, e non vivo, non respiro che della tua memoria. Guardo ed accarezzo con estrema compiacenza tutto ciò che hai tocco colle tue mani, nella mia stanza serbo gelosamente il tuo bastoncino di giunco che nascosi a tua insaputa; tutto mi parla di te, e sembrami talora di vederti là sulla poltrona ove eri solito a sedere mentre io in piedi a te dʼaccanto, ti contemplava collo sguardo, ed ammirava col cuore....

«Là tu mi sorridevi stendendomi la mano che io premeva fra le mie senza trovare una parola che ti dicesse tutta la mia gioia, tutto lʼamor mio.—Oh! pensa Ermanno, pensa come me a quegli istanti passati così rapidamente, e dimmi se non ti senti nellʼanima un sussulto di felicità pari alla mia.

«Non dubitare di me, mio caro, non reputarmi tanto leggera da credere che al primo volger di vento io possa menomamente obliarti. Chi ti conosce come io ti conosco, non potrà a meno di amarti, e per sempre.—Feci più volte lʼesame della mia coscienza, ed alla notte quando lʼimmagine di te viene a carezzarmi la mente, penso aʼ tuoi dubbi sulla mia costanza, e ponendomi la mano sul cuore come per interrogarlo sulla durata del mio affetto, egli mi risponde palpitando: Sempre. Sì mio amato, sempre, nè accadrà mai che per un solo istante io possa dimenticare che tu sei per me la persona più cara di questo mondo.

«Ed è vero che vi siano donne capaci di mutar sentimenti ad ogni tratto?.... Non lo credere, è una calunnia: le donne che tradiscono la fede non possono amare.—Io guardo il cielo, il sole, le stelle, e dovunque incontro il tuo mesto sorriso; ogni alitar del vento, ogni folata dellʼaria, mi porta allʼorecchio il tuo nome.

«Talora passeggiando in giardino, vedo un fiore che si dondola leggermente agitato dallo zeffiro; lo guardo, lo fisso, e sembra chʼei mʼinviti a coglierlo dicendomi: vieni Laura, vieni a recidermi per lui, ed allora corro, schianto il fiore, e lo bacio.—Tuttociò che faccio e dico, parmi che sia a te diretto; alla sera prima di mettermi al riposo, mi aggiusto i capelli senza saperne il perchè, mi alzo alla mattina ed indosso quella veste bianca che ti piace tanto.

«Non sai tu che facesti di me una gran vanerella? Figurati che tormento di continuo lo specchio per vedere se sono tale da poter realmente piacerti; non sempre rimango contenta dellʼesame, e vorrei persuadermi dʼesser proprio tale da farmi amare sempre più dal mio adorato Ermanno.