«Benedetta le mille volte lʼaura dei tristi pensieri che cancella dalle vergini fronti lʼingenuità di fanciulla per lasciarvi lʼespressione della donna. Io guardo i tuoi occhi così ben disegnati, la mossa graziosa della cara testolina, le linee purissime della tua fronte, e trovo ovunque un senso di poesia che non so esprimere, ma di cui assaporo tutta la voluttà.

«Ieri verso sera volli regalarmi una passeggiata in barca; lʼaria era fresca, il cielo sereno; tutto invitava a quella gita.—Quando fui nel bel mezzo del lago, mi colpì uno spettacolo veramente patetico. Sorgeva la luna, ma il cielo era ancor tinto di un roseo incerto per i riflessi crepuscolari.—Vedendo la faccia pallida dellʼastro notturno, mi sovvenni che nella sera precedente lʼavevamo contemplata insieme dal tuo terrazzo; lo rammenti? Concentrato in quella memoria, mi parve di essere trasportato nel tuo giardino, a te dʼaccanto....

«Queste sono illusioni, è vero; ma la vita non è forse per sè stessa una lunga fila dʼillusioni? Chi lo sa; chi potrebbe giurare che sia reale tutto ciò che si vede e sente?

«Quando rinvenni dalla mia contemplazione, mi accorsi che lʼaria era troppo umida, e mi affrettai verso casa, non prima però di aver affidato un saluto per te, alla brezza che mi sfiorava il viso.—Erano le otto.... Che facevi tu a quellʼora? Termino questa lettera, altrimenti chissà dove mi fermerei.—Ho molto lavoro da compiere, e sarò costretto a vegliare per alcune notti.

«Addio mia bella, mia buona Laura. Scrivimi, scrivimi presto e sopratutto non dimenticarti mai del tuo povero amico.—Nelle delizie del tuo soggiorno fra il bacio delle molli aurette, ed il sorriso di un cielo sempre sereno, ricordati sempre di me.

«Nelle tue gioie, nei tuoi divertimenti, abbi ognora un pensiero per il tuo

Ermanno».

Laura ad Ermanno.

7 Ottobre.

«Hai tu pensato mai, mio buon amico ai primi giorni del nostro amore? non ti ricorrono talvolta alla mente i nostri primi colloquii?—Ieri mentre stava leggendo la tua lettera, si ridestarono dʼun tratto nellʼanimo mio le memorie del passato, e provai una vera gioia richiamandomi tutti i particolari del nostro primo incontro a Brescia in casa della cugina Letizia.—Quante dolci rimembranze, quante care memorie! Cercai tosto la tua prima lettera, la lessi attentamente, e da quellʼesame del passato mi accorsi di quanto il nostro amore siasi ingrandito.—Provati, mio Ermanno, provati a risollevare nel tuo seno quelle rimembranze, e vedrai se io fallo.