—Ah la virtù ed il dovere! Ecco due maschere dʼipocrisia, dietro cui si celano spesso abbominevoli delitti.... Gran bella cosa il dovere, è una scappatoja comodissima.... una risorsa!—Bada a me Paolo mio, non ti fidare mai di queste parole, ricordati che il più delle volte sono merce di contrabbando.... Ah! ah! mi piace assai quel dovere che impose a madamigella Laura Ramati di troncare una relazione incompatibile colle sue.... virtù!... Ti saluto leggiadra creatura dai capelli biondi come lʼoro, dagli occhi cerulei come il cielo.—Seducente e vezzosa tu mi chiamasti colle tue grazie per poi respingermi collo zelo delle tue virtù.... Vola farfalla, vola leggiera come piuma sulla buccia dʼun altro fiore.... il mio è già consumato!....
Paolo stava attonito contemplando lʼamico, che andava man mano agitandosi fino al delirio; lo prese per il braccio, e sentì che i suoi polsi battevano fortemente; aveva la febbre. Tentò di calmarlo, ma invano; Ermanno proseguì: «Sarebbe forse il dovere che consigliò a madamigella Laura di mandarmi questo regalo», e sì dicendo trasse una lettera che consegnò a Paolo—Ecco il più bel saggio; la signorina gonfia di tutte le virtù, non conosce quella che si chiama Carità. Si calpestano tutte le promesse; si spergiura in nome di quanto vʼha di più sacro, indi si canzona quel poveraccio che ebbe la disgrazia di credere.
Paolo lesse sorpreso quanto segue:
Pregiatiss. Signore,
I coniugi Ramati hanno lʼonore di partecipare alla S. V. Preg. che la loro unica figlia Laura passerà a nozze col signor Filippo Salviani da Milano—Sabbato prossimo si farà alla presenza dʼamici parenti la cerimonia per le promessa nuziali.
I suddetti fanno calcolo sulla presenza di V. S. Ill.
—Spero bene che non vi andrai, disse Paolo.
—Certo sì, è un invito in tutte le forme, e non mancherei per tutto lʼoro del mondo, sarebbe un rendersi scortese a tanta.... premura!
—Ermanno, sii ragionevole, da retta a me che parlo per il tuo meglio. Promettimi che non andrai.
—È inutile amico mio.... Ma non sai tu che attendo quel giorno con febbrile impazienza!—Io la vedrò ancora quella giovinetta ingenua, la vedrò festevole, profumata, inghirlandata... bella! Oh! perchè moʼ vorresti che io mi privi di tanta fortuna?... Eppoi più di tutto, io debbo farle le mie felicitazioni.... Certo, ella deve pretenderli questi riguardi dallʼumile artista che degnò altra volta di uno sguardo...