—Signori miei, diceva Alfredo, non possiamo negare dʼaver fatto una bella passeggiata.
—Oh! sì davvero verso il Campo Santo, rispose ironicamente Letizia.
—E il passeggio più ameno che abbiamo; questa bella strada fiancheggiata da cipressi, quellʼedificio in fondo che chiude la vista, queste statue, tutto costituisce un insieme armonioso.
—Insomma il Cimitero è ciò che vʼha di più bello in Brescia, osservò madama Ramati sorridendo.
—Non dica così zia; già si sa che Brescia non è Milano, ma è senza dubbio una bella città.
—Per conto mio non lo nascondo, disse Laura, la situazione dal paese mi piace assai; ai piedi delle colline; eppoi qui si gode di tutta la pace. Anche papà è bresciano, non è vero? chiese ella a sua madre.
—Sì, e mi ci volle non poca fatica per trascinarlo a Milano. Infine pregato da me, pressato daʼ miei parenti si lasciò indurre; ora vi sta da diciassette anni ed è tanto bene abituato che non abbandonerebbe mai la casa sua.
—Ed ella signor Ermanno, non ha conoscenti in Milano? chiese Laura.
—Molti, ed uno specialmente è il più caro deʼ miei amici al quale sono legato fia dallʼinfanzia; professa la pittura.