[(566)] Non sappiamo invero quello che qui abbia che fare il mento; ma mento ha pure il C. R. 2., e menton il C. F. R.
[(567)] Intendi: il figliuolo.
[(568)] bleseure C. F. R.
[(569)] A decifrare il senso di questo periodo non giova la lez. del C. R. 2.: simigliantemente così se l'uomo tirasse lo dito in dirieto a una scudella di mèle, inanzi al suo dito si lorderebbe, nè più nè meno come se non fosse toccato. — Nè chiaro è il C. F. R.: — ensement si com l'om traist son doy en une escuele pleine de mel, devant, son doit au tirer, s'ouvriroit, et après se recloiroit, come se il ne fust onques touche. — Ma, messo il testo francese della Riccardiana a confronto col francese della edizione Palatina, e corretto, il senso esce fuori abbastanza chiaro: tout ainsi come ung homme tiroit son doy parmy une escuele plaine de miel, devant, son doy au traire, il ouvriroit, et dessus se clorroit, comme s'il n'y eust pas bouté. — Che vuol dire: come un uomo che traesse il suo dito da una scudella piena di miele, il miele, nel trarre il dito, prima s'aprirebbe e poi si richiuderebbe, come se non fosse stato toccato. — Non sapremmo spiegare come il trad. abbia confuso lordare con aprire.
[Cap. LXV.]
Lo re domanda: puote la femina portare più di due figliuoli a uno corpo? Sidrac risponde: