[(607)] danneggiare C. R. 2. — Damangiare è trad. del franc. damagier.

[Cap. LXXIV.]

Lo re domanda: chi vive più che cosa che sia in questo mondo? Sidrac risponde:

L'aguiglia vive in questo mondo più che cosa che sia; che l'aguiglia vola e monta tutto giorno nell'aria, e lo vento la rinfresca: per questa ragione dee ella più vivere [(608)]. I serpenti vivono assai, chè tutto loro dimoro si è sotterra e sotto pietre; che lo freddore della terra è tutto giorno fresco e novello [(609)], e sono più che l'anguille [(610)]: questo è l'ordinamento di Dio. Lo serpente vive più di mille anni, e ciascuno anno gli nascie una tacca [(611)] nella testa, grande come una lenticchia; e quando egli à conpiuto i mille anni, si diventa egli uno fiero dragone. Non è già che tutti i serpenti vivono cotanto; ma alcuni serpenti v'à che tanto vivono; che l'uno muore, e gli altri sono uccisi; gli altri, divorati da uccelli e da bestie, in questo modo sono consumati.

[(608)] Nel Tesoro di Brunetto Latini: „li aigles vit longuement, porce qu'il renovele et despoille sa viellesce„ — pag. 197. — Il T. F. P. ha: et l'air et le vent le refroide et le tient freschement, et pour ceste raison il doibt plus viure.

[(609)] Credo da correggere: che per lo freddore della terra ec. — Nel T. F. P.: — Le serpent demeure tousiours soubz terre et soubz les pierres et boit la froidure de la terre, et est tousiours fraiz et nouveau.

[(610)] Et si vit plus che l'aigle C. F. R. — Nel C. R. 2.: e sono più che l'aquile.