Lo re domanda: le bestie e gli uccelli e' pesci ànno anima? Sidrac risponde:

Iddio non donò anima se non all'uomo e alla femina solamente, che è signore dell'altre criature; che lo signore dee avere in sè magiore dignità che lo servo. Se lo servo avesse in sè la dignità e lo podere che à lo signore, dunque sarebe egli signore e possente come egli. L'altre criature movevoli che Idio à fatte, elle non ànno già anima, anzi ànno alena movibile [(614)]. E quando elli sono morti, si diventa quella lena neente. Simigliante [(615)] tutte l'altre criature, salvo l'uomo e la femmina.

[(614)] Il nostro testo ha: innabile. — Abb. corr. col C. R. 2., sull'autorità del C. F. R.: aleine mouable; e dell'ediz. Palatina: alaines mouvables.

[(615)] Simigliante sono C. R. 2.

[Cap. LXXVII.]

Lo re domanda: il popolo che sarà al tenpo di Dio morranno tanto quanto noi facciamo? Sidrac risponde:

Altressì come noi siamo magiori di persona, ch'egli non saranno, simigliante alziamo più lunga vita, ch'egli non averanno; chè lo mondo è più forte al nostro tenpo, che egli non sarà allora; la terra rende più lo suo frutto che non farà allora; e la pianeta che ora governa lo mondo, sarà più forte che quella di quel tenpo; e il vento è più forte che allora non sarà; l'acque sono più dure che non saranno allora. Perciò dobiamo noi più vivere per natura, che quelli che saranno a quello tenpo; che, in quello tenpo, chi viverà CL anni, sarà tropo vivuto; e tutto giorno andrà menomando di loro vita e di loro forza e di loro corpo, e cresciendo insieme e in vizii. E simigliantemente l'altre criature andranno menomando di loro vita e di loro corpo e di loro forza.

[Cap. LXXVIII.]