[Cap. LXXXV.]

Lo re domanda: chi dà magiore iscienzia o migliore, le cose calde o le cose fredde? Sidrac risponde:

Le calde vivande iscaldano lo corpo, e nodriscono gli menbri e le vene, e iscalda lo cuore e lo cervello, e gli rischiariscie; e però rende più iscienzia la calda vivanda. La fredda vivanda induriscie gli nerbi e le vene e lo cuore e lo cervello; e simigliantemente lo rinfalabimento de' rei omori rinfredda lo cuore; e lo cervello e i menbri di quello freddore induriscie, e conviene ch'egli sia un poco grave [(656)].

[(656)] Gioverà riferire la lez. del C. R. 1.: — La fredda vivanda indura li nervi e le vene e 'l coraggio e 'l celabro, e ismuovelo e infiammalo di malvagi omori, et raffredda il quore e 'l corpo e 'l celabro e li menbri; et di quello freddore ène durezza del quore e del celabro. — Il C. R. 1. corrisponde letteralmente al T. F. P.

[Cap. LXXXVI.]

Lo re domanda: quando l'uomo è fello e crucciato e malinconoso, come si potrebbe ciò cessare? Sidrac risponde:

Primieramente dee l'uomo pensare al suo creatore, e ringraziarlo altamente quando lo degnò di fare alla sua similitudine; e ricordarsi della morte ch'egli dee fare, che l'uomo non puote scanpare nè ischifare; e ricordarsi di coloro cui Iddio à magagnato di loro nenbri, e malizia di loro corpi, e povertà più che a lui [(657)]; e non ricordarsi di coloro che sono più ricchi di lui; e legere i comandamenti di Dio; e ascoltare e udire le buone ragioni, e di buone autoritadi; e dimorare in buone luogora; e così puote egli ischifare la fellonia e lo cruccio e la malinconia.

[(657)] et ricordarsi di quelli che Dio àne fatti magagnati i suoi nenbri, et malati di loro corpi et povari C. R. 1. Nel C. F. R. leggesi: ceaus a cui Deu a done mahain. — Mahain ant. fr. significa propriamente difetto corporale. Il prov. ha il verbo maganhar. Ved. quello che il Muratori (Antich. Ital., Diss. XXVI) scrive sulla etimologia della parola magagna; e ciò che ne dice il Burguy (Gramm. de la Lang. d'oïl).