[(674)] Confessiamo di non intendere quello che qui siasi voluto significare. — Il C. R. 2. concorda col n. t. Forse qualche lume a questo oscuro periodo potrebbe venire dal C. F. R.: la gelousie che l'om a de Deu et de sa foy, chant l'om la despite et parle d'une cosse qui non est ni ne puet estre, et dit mal de sa foy et de sa loy; saches la doit l'om estre mout durement gelous et de grant cuer.
[(675)] Anche il C. R. 2. ha: s'asettano. Errore che si spiega col testo francese: saisissent le cuer; essendo, se non erriamo, evidente che il traduttore, non conoscendo il significato del vb. saisir, lo ha voltato per s'asettano.
[(676)] reflambent C. F. R.
[(677)] il la doit geter a noncaler C. F. R. — Nel fr. ant. mettre à nonchaloir significava obliare, disprezzare. È chiaro che qui pure il traduttore non intese il testo, e credè di volgarizzare alla lettera.
[(678)] Anche il C. R. 2. ha qui gratti e più giù gratta. — Nel C. R. 1. e nel T. F. P. manca questo periodo; il C. F. R. ha grater e grate. Potrebbe questo essere un modo proverbiale, quasi a dire: non istuzzichi di più la gelosia. Ma noi crederemmo piuttosto che nel testo fr., invece di grater, avesse a leggersi guarder (serbare, conservare); e che l'errore del cod. fr. sia stato copiato dal volgarizzatore.