[Cap. XCIII.]

Lo re domanda: dee l'uomo amare lo suo buono amico? Sidrac risponde:

L'uomo de' amare lo suo buono amico lealmente e di buon cuore, e fargli piacere di suo podere, e portare del suo carico o fascio, che nulla cosa è che lo buon amico vaglia [(679)]. Non già tutti quelli che sono amici, chè amici sono perchè lo loro profitto lusinghi l'uomo; e per lo suo pro fare gli mosterrà bello senbiante, e non gli cale di quello consiglio che egli gli dà, o sia a suo pro o suo dannaggio; e non gli cale che di lui avegna, ma ch'egli possa fare lo suo prode; si lo seguita in tutte le sue follie; e quelli pensa in sè medesimo ch'egli sia suo buono amico, ma non è, anzi è suo grande nimico. Altre maniere ci à d'amici, siccome di manicare e di bere, e di più maniere; e s'egli avesse mestiere di tale amico, egli non trovarrebbe niente quello che li bisognasse [(680)]. Di tale amico l'uomo si dovrebe molto guardare.

[(679)] car il n'est chose qui vaille le bon amy C. F. R.

[(680)] Abb. adottata la lez. del C. R. 1. — Nel C. L. leggesi: egli si troverebbe nulla di tale.

[Cap. XCIV.]

Lo re domanda: può l'uomo fare lo suo profitto sanza travaglio? Sidrac risponde:

Da poi che Adamo mangiò lo pome in Paradiso, lo quale Idio gli avea difeso, d'allora innanzi niuno pote fare lo suo profitto sanza travaglio, che inanzi bene lo potrebe aver fatto. Niuno uomo è nè non nascierà, che possa suo pro fare sanza travaglio. Si conviene che l'uomo pure si travagli di suo corpo: e' richi, di loro cuore e di pensieri travagliano alcuna volta; altressì conviene travagliare lo ricco come il povero, che meglio vale che lo travaglio sia primaio, lo merito poscia [(681)]. Altressì come due uomini andassono per due cammini: l'uno troverrà a uno miglio chi 'l metterà a cavallo, e grande bene e onore gli farà, e l'albergherebbe; domane troverrà al camino chi maggiore onore gli farà e magiore riposo; lo terzo giorno troverrà più di bene; e il quarto e il quinto e il sesto giorno troverrà una gente che gli faranno onta, e sì lo inpiccheranno per la gola. Sapiate che quello onore e quello agio è stato molto rio, che tale fine avrà fatta. L'altro uomo che va per l'altro camino, lo primo giorno troverà una gente che lo battesse molto forte e noll'albergasse, e l'altro dì trovasse peggio, lo terzo e 'l quarto e 'l quinto andasse più pegiorando, e 'l sesto giorno trovasse una grande conpagnia di gente che venisse contra lui con grande allegreza, e coronerebbollo re, e darebogli grande podere. Sapiate che quello travaglio e quello disagio sarebe istato buono, che a tale fine è venuto. Altressì come aviene in questo secolo: chi vuole avere pro grande e durevole, si conviene ch'egli si travagli per Dio del cielo suo criatore, altressì come l'uomo si travaglia in questo mondo, per questo poco di profitto che abbiamo; falla chi si fida: e' non è durabile [(682)].