Lo re domanda: come si dee l'uomo contenere con tutta gente? Sidrac risponde:
Quando l'uomo è tra genti, egli si dee contenere saviamente e cortesemente, con bella cera e con bella contenenza; e parlare a misura [(684)] e a ragione, quando tenpo è, e ascoltare la ragione dell'altra gente, conciosia cosa ch' [(685)] egli non vi sia diletto, che ciò è grande senno e cortesia, d'ascoltare quelli che parla. E anche si dee l'uomo contenere sanza niuno orgoglio, conciosia cosa ch' [(686)] egli sia gran signore, che tanto come egli è più possente, dee essere più cortese e più umile. E in questo modo sarà egli tenuto cortese e gentile e di buona aria [(687)]. Quando egli à sua ragione a dire, egli dee pensare infra sè medesimo in che modo dire la dee, con bella cera e con belli sembianti e con grande cuore. E non ispaventare e vergognare di nulla, che molte volte l'uomo che à il diritto, e dice la sua ragione spaventatamente e vergognosamente, egli perde la sua ragione e 'l suo diritto. E quando l'uomo è tra' fatti [(688)], s'egli si può contenere saviamente e cortesemente, con suo pro e con suo onore, egli lo dee fare, se egli vede che dannaggio non gli venga; e s'egli vede che 'l suo senno nè la sua cortesia non gli vale nulla, egli si dee contenere follemente, inanzi che lo male gli venga: tra buoni, buono; tra li rei, reo, se la sua bontà e lo suo senno non gli vale [(689)].
[(684)] misurevolmente C. R. 1.
[(685)] Per sebbene.
[(686)] c. s.
[(687)] debonaires C. F. R.