[(693)] Corrisponde al C. F. R.: mist en l'arche de ceaus ostils qui furent ec. — Ostil, ant. fr. significa utensile, strumento dell'uso domestico. — Nel C. R. 1. si legge: e quando venne il diluvio, Noè mise le dette ferramenta nell'arca, e duraranno sempre, infino alla fine del mondo.

[Cap. C.]

Lo re domanda: quelli che giurano lo loro Iddio fanno egli male? Sidrac risponde:

Di quelli che giurano lo loro Idio falsamente, quale egli sia o buono o rio, fanno molto grande male; ch'egli nol tengono già per rio, anzi lo tengono per buono. S'egli giurano falsamente per cupidigia, e conoscono bene che egli giurano falsamente, quelli sono diavoli e peggio che miscredenti, perch'egli falsano lo loro Idio per cupideza. Conciosia cosa ch' [(694)] elli sia malvagio, per buono lo tengono [(695)] elli; anche sapesse elli ch'egli fosse malvagio, e si spergiurano [(696)], per falsare la gente, e ellino peccano fortemente, per falsità ch'egli fanno alla gente. Quelli che non ànno fede nè lealtà, non dovrebono essere creduti fra la gente, di cosa ch'egli dicano. Anzi dovrebono essere tenuti peggio che una bestia; nè affidare [(697)] nè asicurare non si dee uomo in loro; chè quando il loro Idio falsano per cupideza, bene lo faranno a uomo.

[(694)] Il C. R. 1. ha qui: già sia ciò che.

[(695)] tengo C. L. — Abb. corr. col C. R. 1.

[(696)] spergiurassero C. R. 1.