[(703)] per loro buffe e per loro vantanze C. R. 1. — Anche l'ant. franc. ha buffoi, bufoie per vanità, ostentazione. Ma tanto nel C. F. R. che nel T. F. P. leggesi invece bourdes (dal vb. bohorder), che significa moquerie, raillerie. Cf. Burguy, Gramm., a Horde. — In provenzale si ha il vb. bordir, che vuol dire joûter, folatrer.
[(704)] Et il folle che si vanta di sua follia C. R. 1.
[(705)] Manca senno al C. L. — L'abb. agg. dal C. R. 2.
[Cap. CVII.]
Lo re domanda: come fiatano i cani più ch'altra bestia [(706)]? Sidrac risponde:
I cani sono di più calda natura che altra bestia; e del loro calore, quando eglino si congiungono, eglino si rinflabiliscono; e si giungono e s'apigliano, altressì come due pezi di ferro rovente [(707)]: l'uomo mette l'uno sopra l'altro, e fiere di sopra, e elli s'apiccano lo loro calore; altressì fanno gli cani.