[(706)] Questo titolo è errato. Deve dire, come negli altri Codd.: come li cani s'apiccano insieme.
[(707)] Nel C. R. 1. v'è questo di più: et anco si ci àne un'altra ragione, che, quando il maschio discende sopra la femina, suo membro s'attortiglia in essa, e non si puote sì tosto partire da essa. Che s'elli discende dritto com'elli monta, elli non si appicciarebbero tanto.
[Cap. CVIII.]
Lo re domanda: quelli ch'ànno cupideza dell'altrui cose o dell'altrui femine fanno male? Sidrac risponde:
Quegli che ànno cupideza dell'altrui femine o dell'altrui cose, egli fanno grande male, e sono chiamati vicini [(708)] del diavolo; che il diavolo non si satolla giammai di mal fare, e vorrebe tutto giorno trarre a lui. Altressì è di coloro ch'ànno cupideza dell'altrui cose o dell'altrui femine; che altressì dovrebono egli fare con altrui, come e' volesseno che altri facesse a loro [(709)]; chè quelli che volesse che altri gli togliesse sua roba o sua femina, molto gli parebe grande fatica, e molto ne sarebe dolente; e similmente è di colui [(710)]; chè l'uomo de' avere astinenza delle cose, povero e ricco ch'egli sia, e non dee avere cupideza dell'altrui cose, altressì come gli angioli di Dio, che non ànno cupideza.
[(708)] Pare da intendersi compagni del diavolo. — Nel C. R. 2.: ventri del diavolo. — Nel T. F. P. e nel C. F. R.: gracieux au deable.
[(709)] e vorrebbe che facesse a lui C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.