La piova viene d'acqua di mare; e per uno cannone [(760)] di vento monta nell'aria, e 'l calore del sole la tira; chè lo vento tira e bee l'acqua; e lo sole, che è caldo di natura, lo tira, per lo suo calore, alto nell'aria. E di questo si puote l'uomo avedere leggiermente: che altressì la bee, com'egli bee la rugiada, e tirala in alto. E tanto e tanto tira a monte [(761)] dell'acqua, ch'ella diventa nuvolo. E si ingrossano e enfiano, e lo vento poi la ronpe, e l'acqua si sparge sopra molta terra [(762)], e a noi toglie lo chiarore del sole. Quando i nuvoli sono bene pieni, si comincia a piovere; e quando tutta l'acqua è isparta, lo nuvolo rimane bianco, ch'escie del fredore dell'aria [(763)]. E lo calore del sole lo spinge e caccia e consuma [(764)]; e allora apare l'aria chiara e pura. In molti luoghi sono, che i nuvoli e la piova nascono di terra, e montano nell'aria, come lo fummo [(765)] che si chiama brina; e chi vi tenesse la mano entro, la troverrebbe bagniata; e questo è per lo spiramento [(766)] della terra.

[(760)] canon C. F. R. — tourbillon T. F. P. — Il Raynouard (Lex. Rom.) cita appunto questo passo del testo provenzale del Sidrac: La plueia ven de la mar e per un cano de ven monta en l'aire. — E spiega la parola cano per tourbillon. Sarebbe il nostro turbine, forse detto canon, per somiglianza di forma colla canna.

[(761)] amont C. F. R. — Questo avverbio, dell'ant. fr., significa en haut — La Crusca registra a monte per in alto, ad alto, citando due esempii della traduz. del Tesoro di Brunetto Latini. Ma ciò anzi conferma ch'ell'è parola schiettamente francese, non usata dagli italiani.

[(762)] sur une grand partie de la terre C. F. R.

[(763)] chi est de le freidor de l'air C. F. R.