[(906)] Et se tu ne te hastes, la male volente che tu auras a faire te passera. C. F. R.
[Cap. CLXXXXV.]
Lo re domanda: dee l'uomo amare tutte gente? Sidrac risponde:
Primieramente Iddio. L'uomo dee amare tutte le genti [(907)], e pregare Iddio che le converta alla sua credenza. Corporalmente noi dobiamo amare quelli che noi amano, e odiare quelli che noi odiano [(908)]. Se tu andassi nell'albergo del tuo amico, che di buono cuore t'amasse, egli ti ricoglierebe di buono cuore e lealmente; E se tu avessi mestiere di lui, egli t'aiuterebe volentieri. Tu dei bene tale amico amare e pregiare e guardare [(909)]. E se tu andassi nell'albergo di colui che t'odia, egli non vi ti lascierebe entrare; e se tu adomandassi alcuna cosa, egli non la ti darebe nimica. Cotale uomo non dei tu punto amare, ma odiare, e allungarti da lui.
[(907)] Primamente tu dei amare Iddio, e tutte le genti, e pregare Iddio, ec. C. R. 2. — Esperfuelment en Dieu doit l'om amer toute gens, et prier, ec. C. F. R.
[(908)] È questo, invero, un precetto tutt'altro che cristiano, e non sappiamo come possa accordarsi coll'ascetismo ond'è pieno il libro di Sidrac. — Gli altri Codd. concordano perfettamente col nostro.