[(909)] Per conservare.

[Cap. CLXXXXVI.]

Lo re domanda: sono tutte le genti comunali in questo mondo e secolo? Sidrac risponde:

Quegli che nascono e dimorano in questo mondo sono comunali; ma non di corpi, ma non di venbri e di riccheze nè di povertade nè di coraggi nè di cogitazioni. Che nel mondo àe assai gente che ànno i menbri che noi abiamo noi, e altri più. E assai sono quelli che sono d'altre maniere che noi non siamo. Eziandio assai sono [(910)] gli ricchi e assai li poveri. Ma alla natura [(911)] e alla morte siamo tutti comunali. Quando lo veracie profeta verrà nella Vergine Maria, e morrà nella croce, per diliberare Adamo e gli suoi amici dello 'nferno, e quando egli gli avrà diliberati, e' dirà una parola della sua sancta bocca, molto chiara: chi in inferno entrerà giamai non uscirà, in tutto seculo non finerà. Nè nulla delle sue parole canbierà. E però quelli dell'altro secolo non sono nè non saranno comunali, che gli buoni saranno in gloria a tutti i tenpi, e gli altri saranno tormentati alle pene dello 'nferno, dove saranno grande pene e grande dolore, che giamai non avranno fine.

[(910)] Manca al C. L.: assai sono — L'abb. agg. dal C. R. 2.

[(911)] natività. C. R. 2.

[Cap. CLXXXXVII.]

Lo re domanda: fanno onore nell'altro secolo a' ricchi e disinore a' poveri [(912)]? Sidrac risponde: