In verità vi dico che nell'altro secolo fanno onore vie magiore a' richi che a' poveri; e magiore onta avrà il povero. E ciò sarà al tenpo del figliuolo di Dio. Ch'e' ricchi se n'andranno nell'altro secolo, e gli angeli di Dio verranno incontro a loro con gioia e allegrezza, e faranno loro grande onore, e gli assetteranno nelle sedie tra loro, e diranno: questo onore e gloria che noi vi facciamo è per la riccheza che voi aveste nell'altro secolo. E gli cattivi poveri, quando gli angeli gli vedranno, si fugiranno da loro, per la loro povertà; e non sofferranno ch'egli stieno tra loro, per la loro puzza. E allora i diavoli gli piglieranno, e faranno loro grande onta e villania, e gli metteranno nella loro conpagnia, nel fuoco dello 'nferno. Ora potete vedere che fa la richezza, e che fa la povertà. E nullo uomo del mondo non si può disdire [(913)], che non possa prendere la riccheza e lasciare la povertà, s'egli vuole. E se lascia la riccheza, egli perde l'onore che gli angeli faranno, e prende la povertà; e quella onta riceverà, e quelle pene, cogli diavoli in inferno; e farà come istolto. E nullo uomo può biasimare di suo male, se non egli medesimo, che nel secolo puote avere quella ricchezza, e lasciare quella povertà. Non credete che queste riccheze sieno podere d'avere [(914)]: la riccheza si è l'anima, che è ricca in questo secolo di bene fare, che lascia lo male e fa lo bene. Chi fa lo male, questi è povero e pieno di dolore e di bruttura. Quelli che bene fa, averà bene nell'altro secolo e gioia e letizia; perch'egli à schifato lo male e fatto lo bene. Quelli che male farà in questo secolo, avrà male nell'altro, e avrà grande dolore e grande trestizia, quando [(915)] egli fece lo male e lasciò lo bene; e quella trestizia nè dolore non gli varrà nulla, anzi gli adopierà senza fine.
[(912)] Nel C. R. 2.: Lo re domanda se nell'altro mondo si fa onore al ricco e al povero no, come in questo mondo.
[(913)] Intenderei: e non si può negare che ogni uomo del mondo non possa, s'egli vuole, prendere la ricchezza e lasciare la povertà.
[(914)] E non crediate che questa ricchezza sia podere d'avere ricchezza. C. R. 2.
[(915)] perchè. C. R. 2. — chant. C. F. R. — Di quant per perchè ved. un es. reg. dal Burguy, Gramm., II., 323.