[Cap. CCXXVIIII.]
Lo re domanda: qual'è la più pericolosa arte che sia e la più sicura? Sidrac risponde:
Quelli che insegnano la credenza di Dio alle genti ànno la più pericolosa arte e la più sicura e la più degna, che niuna altra arte del mondo. Altressì come gli occhi sono lo lume del corpo, e altressì come il corpo va sicuramente per lo insegniamento degli occhi, altressì deono, quelli che questa arte mostrano alle genti, menare l'altre genti sane e salve alla credenza, e al comandamento di Dio fare; e fare [(1000)] quello ch'egli deono conpiutamente, sanza niuna menomanza e sanza niuna fallenza e sanza niuna gravezza, a ora e a punto. Che quelli che questo fanno, fanno apiacere a Dio, e sono degni inanzi a Dio, e chiari come il sole è al mondo, che tutto giorno è puro e netto, tra li monti e tra le valle, e getta i suoi raggi, e toccare si possono [(1001)]. Questa arte è la più degna e la più preziosa di niuna altra arte; e quelli che questa arte insegnano, e nolla fanno, così come deono, eglino aprossimano l'altre genti a Dio, e eglino si dilungano; e sono siccome la candela, che rende bello chiarore altrui, e sè medesima consuma.
[(1000)] Così ha pure il C. R. 2. — Migliore è la lez del C. F. R.: a la creance et a comandement de Deu; et a faire etc.
[(1001)] Manca agli altri Codd. e toccare si possono.
[Cap. CCXXX.]
Lo re domanda: come alcuna volta muove la gaieza al corpo dell'uomo gaio e allegro [(1002)]? Sidrac risponde:
La gaieza che alcuna volta muove al cuore, e l'uomo diventa gaio, sapiate che ciò è per lo vecchio sangue, ch'egli arecò con seco del corpo della madre [(1003)]. Quello sangue alcuna volta si muove, per lo ismovimento del malvagio sangue, che si muove per tutto il corpo, e rinverdisce lo cuore, e fallo diventare gaio o di cose fatte o di pensieri. E sapiate che la gaieza è molto pericolosa cosa: chè, se uno buon uomo savio fosse gaio, egli sarebe dispregiato tra le genti, e incolpato d'alcuna cosa, per la sua gaieza, conciosia cosa che egli nolla faccia; e se egli non fosse gaio, e fosse savio e convenevole, apena potrebe essere incolpato di follia. E quando lo sangue cessa, lo corpo diventa posato e cheto di fatti e di pensieri. E lo sangue ismuove al corpo di troppo bere o di troppo posare.