[(1063)] allo stomaco d'uomo fraile C. R. 2.
[Cap. CCLVII.]
Lo re domanda: perchè la notte, quando l'uomo cena la mattina à fame, e s'egli non cena si è satollo? Sidrac risponde:
E ciò aviene per gli omori. La notte che l'uomo cena, la vivanda èe nello stomaco pieno, e bolle tutta la notte dentro; e quando viene inverso lo giorno, tutto è consumato e è nullo; e lo stomaco che si sente voto, si gli conviene avere fame. E quando l'uomo non cena, lo stomaco dorme voto, e gli omori gocciolano [(1064)] dentro, e crescono, in quello che si pena a fare giorno; e al mattino si trova pieno di flemme e di collere. E questo aviene perch'egli è satollo; chè la fame e lo saziamento non viene se non dallo stomaco.
[(1064)] Vogliamo notare che, invece di gocciolano, il C. R. 2. ha candellano. Questo a proposito della [nota a pag. 200-201].
[Cap. CCLVIII.]
Lo re domanda: la vivanda che l'uomo mangia come si parte ella per lo corpo? Sidrac risponde:
La vivanda che l'uomo mangia si raguna tutta nello stomaco; e quand'ella è ben consumata e ben cotta, allora si parte in cinque parti. La prima parte è la più pura e la più netta, ne va dirittamente al cuore. La seconda va dirittamente al cervello e agli occhi e per tutta la testa. La terza va al corpo e a tutti i membri e al sangue. La quarta vae al polmone e al fegato e alla schiena. La quinta parte vae al fondo, e è lo sterco. E altressì interviene del bere.