[(1089)] a noi non tocca del suo fatto C. R. 2.

[Cap. CCLXXVI.]

Lo re domanda: dee l'uomo essere geloso della sua moglie [(1090)]? Sidrac risponde:

Tu non dei essere geloso della tua donna in niuna guisa del mondo; che, se la tua moglie è buona femina e leale, e tu la gelosi [(1091)], tu la fai diventare ria femina; e s'ella è ria, e tu ti farai geloso, tu la farai diventare più ria ch'ella non è. La femina buona per niuna cosa del mondo l'uomo nolla puote conperare, nè oro nè argento nè niuna pietra preziosa non vale. È più assai a pregiare la buona femina che il buono uomo, per molte ragioni; altressì come uno sparviere, s'egli pigliasse una gru, sarebe più da pregiare, che s'egli pigliasse uno falcone. E simigliante è della femina e dell'uomo: chè la buona femina è più da pregiare che il buono uomo, per ciò ch'ella non à mica tanto di senno in lei, quanto l'uomo, e per la sua grande bontà ella è buona; e però ella è più da pregiare che il buono uomo. Due cose potranno avenire nella buona femina per gelosia: che se tu la tieni in gelosia, ella si potrà tanto istare in gelosia, ch'ella potrà venire in grande infermitade; o ella sarà per lo tuo dispetto ria femina. Se tu tieni in gelosia la ria femina, sarà peggio per lo tuo dispetto: o ella farà cosa per te uccidere, o ella ti farà uccidere ad altro uomo, chè di rio àlbore non puote uscire che rio frutto. Per ciò diciamo noi che l'uomo non dee istare in gelosia della sua moglie, in niuna guisa del mondo, nè rinproverare la sua follia ch'ella averà fatto. E per ciò se tu lo fai, tu l'accendi lo fuoco al cuore da capo a mal fare. E similmente non faccia all'uomo la femina, ch'egli è peggio di lei.

[(1090)] est il bon de geluzer la feme? C. F. R. — Il prov. ha engelozir.

[(1091)] ingielosisci C. R. 2. — et tu l'agelouses — Il prov. ha il vb. agelosir, per ingelosirsi.

[Cap. CCLXXVII.]

Lo re domanda se l'omo de' [(1092)] avere gelosia di sua moglie. Sidrac risponde: