Certo a diritto e a ragione, si, e grande [(1093)]. Se la tua moglie è folle, e tu nolla dei coprire nè mottegiare, che tu potresti pigiorare di discoprire la tua onta; e le genti che l'udisono, te ne potrebono tenere a vile, e per più cattivo. Ma gli savi cuoprono tutta via la loro moglie.
[(1092)] Manca al C. L.: se l'omo de'. — Abb. suppl. col C. R. 2.
[(1093)] Non sappiamo come mettere d'accordo questo col cap. precedente. Al n. t. corrisponde tanto il C. R. 2., che il C. F. R., il quale ha: Certes, oil, a droit et a raison, se la fame etc. — Diversa però è la lez. del T. F. P., dove questo cap. è intitolato: se doit on courroucer ou estre ialoux quant sa femme parle a ung aultre homme?
[Cap. CCLXXVIII.]
Lo re domanda: debbono tutte le genti bere vino? Sidrac risponde:
Lo vino è una preciosa cosa e degna, e si è salute del corpo e dell'anima; chè per lo vino puote l'uomo sanare lo suo corpo di molte infermitadi. Lo vino, per la gente che il beono temperatamente e a ragione, non fa niuno dannaggio. A cotali gente vale meglio bere il vino che l'acqua. E a' folli che beono il vino follemente, e beono lo senno, e uccidono le genti e rubagli, si lasciano uccidere, e fanno mischie e battaglie di bere il vino, quelli non deono già bere lo vino, anzi varrebbe loro meglio ch'egli bevessono acqua di mare. E a quella gente lo bere lo vino non è diritto e leale, e per loro egli non è già fatto, anzi loro è molto difeso. Lo vino fa a' savi lo corpo sano e netto, e puro cuore e umile; lo vino fa a' malvagi rio cuore, e di rio, vituperoso. E per ciò diciamo noi che a' buoni è migliore lo vino che l'acqua; a' malvagi è meglio bere l'acqua, chè il vino è loro molto difeso [(1094)].
[(1094)] molto contradio C. R. 2.