[Cap. CCLXXVIIII.]
Lo re domanda: dee l'uomo dilettarsi in niuno luogo del mondo? Sidrac risponde:
In niuno luogo del mondo niuno si dee dilettare, chè lo diletto, qualunque egli è, se non quello di Dio, si è avarizia e invidia e fornicazione. E fontana del diavolo è ciò che voi dilettate, se non quello di Dio. Si farete la volontà del diavolo. E perciò vi dico in verità che niuno uomo si dee dilettare in niuno diletto, se non in quello di Dio, chè tutti gli altri sono vani e mutoli e nulla.
[Cap. CCLXXX.]
Lo re domanda: dee l'uomo essere ardente di tenzone e di conbattere colla gente? Sidrac risponde:
Quando l'uomo è ardente di tenzone [(1095)] e di conbattere con alcuna persona, egli dee pensare in Dio e nella sua anima, e ch'egli non faccia cosa che torni dannaggio nè perdimento all'anima. E si dee pensare altro, e conbattere nel suo cuore, e di torre [(1096)] di lui quelle pensiero. E se questo non si puote raffreddare, egli si dee trarre fuori della gente, e tencionare in sè medesimo e conbattere, sicchè quella arsura, la quale enfia lo cuore, disenfierà, e in tale maniera si conserva [(1097)] di quella arsura.
[(1095)] Nel C. L.: tentazione — La correzione era evidente.
[(1096)] de' traere C. R. 2.