[Cap. CCLXXXV.]

Lo re domanda: dee l'uomo mostrare laida cera al suo amico? Sidrac risponde:

Se tu se' nella tua casa colla tua famiglia, e il tuo amico viene sopra te, tu non dei però mostrare laida cera, nè crucciare, conciosia cosa che [(1116)] tu ti crucci in fra te. Ma tu gli dei mostrare bella cera e bello senbiante, e fagli onore e piacere al tuo podere. Che se tu gli mostri rio sembiante, tu lo cruccierai, e avrai mala volontà in lui [(1117)].

[(1116)] benchè C. R. 2.

[(1117)] e farai la mala volontà verso te di lui venire C. R. 2.

[Cap. CCLXXXVI.]

Lo re domanda: come alcuna volta l'uomo conquisterebbe in battaglia due uomini o tre, e alcuna volta è vinto da uno solo? Sidrac risponde:

La battaglia si è simigliante a Dio; che quelli che loro pensiero ànno in Dio, non intendono ad altra cosa se non a Dio servire, e quivi ànno gli loro pensieri. Altressì dee fare quelli che battaglia fa: lo cuore e la volontà e lo suo podere dee mostrare di tutto in tutto alla sua battaglia fare; e dimenticare di tutto in tutto gli suoi figliuoli e la moglie e la sua ricchezza. E dee pensare che s'egli è valente e vigoroso, egli vincerà la sua battaglia, e s'egli è cattivo e ricredente [(1118)], egli sarà vinto e morto; e in cotale modo conquisterà egli la battaglia.