[Cap. CCCXXXI.]
Lo re domanda: quale è la più saporita cosa che sia? Sidrac risponde:
La più saporita cosa che sia si è lo dormire; chè quando tu ài talento grande di dormire, mangiare nè bere, neuno altro diletto è nulla incontro lo diletto del dormire [(1197)]; chè lo corpo non può vivere sanza il dormire, altressì come tutte criature vivono di vento; che se il vento non fosse, niuna criatura vivere non potrebe. Idio per la sua pietà vide che l'uomo, ch'è fatto di terra, volea avere riposo per frale natura in che egli è fatto; si stabilio giorno e notte, per lo riposo dell'uomo. E se non fosse per lo dormire, Idio che è tutto potente avrebe tutto fatto giorno [(1198)]; ma per lo dormire fece egli il dì e la notte. E similmente si dilettano le bestie e gli uccelli al dormire, come le genti. Niuna bestia è, sì piccolo [(1199)] vermine, che non si diletti in dormire. Lo dormire è spirituale, simigliante all'udire [(1200)], che si sente e non si vede. Nè niuna persona nè niuna criatura movibile [(1201)] che l'aria sente, non potrebe vivere sanza il dormire.
[(1197)] tu lassi mangiare e bere e ogni altro diletto C. R. 2.
[(1198)] tuttavia fatto giorno C. R. 2.
[(1199)] nè sì piccol C. R.