[Cap. CCCXXXVIIII.]
Lo re domanda: dee l'uomo piangere i morti? Sidrac risponde:
L'uomo dee piangere gli morti, e fare gioia e duolo per li buoni che in Dio credono e lo suo comandamento fanno. Quando egli muoiono, l'uomo ne dee avere grande gioia, e farne festa, perch'egli è sicuro della perdurabile vita. E quando i malvagi muoiono, che a Dio non credono e i suoi comandamenti non fanno, l'uomo dee avere grande duolo e grande trestizia della loro morte, ch'egli è dannato per tutti i tenpi.
[Cap. CCCXL.]
Lo re domanda: venne mai niuno dell'altro secolo, che contasse di paradiso e di ninferno? Sidrac risponde:
Assai ne sono venuti dell'altro secolo, e verranno, e ànno contato di paradiso e di ninferno, ciò è a sapere per lo comandamento di Dio, e per le scritture de' buoni antichi, che furono dinanzi da noi, che a noi scrissero, e mostrarono ne' loro scritti, per la grazia che Idio avea loro dato, la gioia di paradiso e la pena di ninferno: e ciò sono a sapere Abel figliuolo d'Adamo e Seth e Noe e Melchisedech. Questi sono quelli che vennero dell'altro secolo; ciò è a sapere i comandamenti ch'egli scrissero per la volontà di Dio. E quelli che verranno dopo noi, saranno molti grandi profeti, che lo comandamento di Dio insegneranno. E benedetti sono quelli e seranno che lo comandamento, ch'è la vita perdurabile, giammai non falleranno [(1215)].
[(1215)] E benedetti sono quelli che saranno, e che il comandamento di Dio faranno, che la vita perdurabile giamai non falliranno C. R. 2.
[Cap. CCCXLI.]
Lo re domanda: che dee l'uomo dire quand'egli si leva o quand'egli si corica? Sidrac risponde: