[(1217)] li primi figliuoli C. R. 2.

[(1218)] loro dona C. R. 2.

[Cap. CCCXLIIII.]

Lo re domanda: ànno gli diavoli pena nell'altro secolo? Sidrac risponde:

Li diavoli di quella otta che egli cadono di cielo ebono grande pena, che sì tosto come egli pensarono orgoglio verso lo loro criatore, la pena fu in loro e egli furono nella pena. E in quello punto cadono di cielo giù nello 'nferno, e gli altri sopra terra, e gli altri nell'aria, là ove sono in grande pena. E in qualunque luogo egli sono, egli vanno in grande fuoco ardente. E quando verrà lo giorno del giudicamento la loro pena si radopierà nell'abisso dello 'nferno, dove egli saranno per tutti i tempi, sanza fine.

[Cap. CCCXLV.]

Lo re domanda: quale è la più forte battaglia che sia? Sidrac risponde:

La più forte battaglia che sia si è la tentazione del nimico, e la più aspra e la più ardente; chè tutte le battaglie del mondo alcuna volta fallano e s'alungano di vista e di fatti; e la battaglia del nimico porta l'uomo tuttavia co' lui, andando e istando e dormendo e veghiando; e l'uomo nol puote vincere se non per noia [(1219)] e per travaglio, per buoni pensieri in Dio lo criatore, e per rimenbranza della morte e per sofferenza. E perciò diciamo noi che la battaglia del nimico è la più forte che sia, ch'ella è corporale e spirituale; e l'altre battaglie sono pure corporali.