[Cap. CCCXLVII.]

Lo re domanda: perchè lo ferro vae inverso la stella calamita? Sidrac risponde [(1223)]:

Lo ferro si è della natura di quella stella, come il fuoco è della natura del sole. Se lo ferro fosse ispirituale come il fuoco, e che non si puote pigliare niente, egli ritornerebe a questa stella, altresì come il fuoco ritorna al sole, quando egli è spento. E s'egli avesse umidore in lui, quella stella lo berebbe, altressì come lo sole bee la rugiada. Niuna [(1224)] pietra ci à che sia della comparazione di quella stella. E quando lo ferro la sente, che è di quella medesima conparazione, si apiglia a lei. E quando quella pietra si parte dal ferro, la conparazione di quella medesima stella ch'e' nel ferro, conviene per diritta natura che il ferro ritorni a quella medesima stella, per lo toccamento di quella stella; che è di quella comparazione, altressì come lo sole, che tutto il fuoco del mondo ritorna a lui. Chi sottilmente vorrebbe toccare una cotale pietra, ella àe uno luogo in sè, che toccando lo ferro fa toccare un'altra stella [(1225)].

[(1223)] par quoi le fer vait envers la stelle chi a nom guierre (sic) ce est tremontane? C. F. R.

[(1224)] Ma una C. R. 2.; e così pure nel C. F. R.: mais il y a une pierte calamite, chi est ec.

[(1225)] A correggere questo periodo non possiamo punto giovarci del C. R. 2., più spropositato del laurenziano; e poco dal C. F. R., dove leggesi: et chi soutilment voroit sercher une tiel piere, si troveroit che elle a 1. leuc en elle chi fait le fer torner, et autre estoile.

[Cap. CCCXLVIII.]