Lo re domanda se tutti quelli che nascieranno morranno. Sidrac risponde:

Tutti morremo, in qualunque modo noi andremo o andiamo o vegniamo; e tardi quanto vuole, che della morte non puote canpare una sola ora [(1226)]. Lo figliuolo di Dio, quando egli piglierà umana natura nella vergine, si gli converrà morire. E a nullo può questo fallire. Quelli che sono nati sono morti, e noi che nati siamo morremo, e quelli che nascieranno morranno. E di questo niuno scampare non puote, se egli desse uno altrettale secolo [(1227)] come questo.

[(1226)] et che che targent, ne peuent fuir la mort. C. F. R.

[(1227)] mondo C. R. 2.

[Cap. CCCXLVIIII.]

Lo re domanda: come sono posti i fanciulli nel ventre delle loro madri? Sidrac risponde:

Per lo podere di Dio sono posti nel ventre delle madri inginocchiati, e le loro ginocchia inanzi, i loro pugni inanzi i loro occhi. E sono nel ventre con grande gioia e con grande letizia, sì ch'egli non vorebono mai uscire di quella gioia ov'egli sono, inperciò che non ànno sentito l'aria di questo mondo, e non credono ch'altra gioia sia al mondo se non il ventre delle loro madri. Ma quando per la forza di Dio nascono nel mondo, e sentono l'aria del secolo, eglino non vorrebono giammai ritornare nel ventre delle loro madri; chè per lo dolciore dell'aria del cielo dimenticano lo ventre di loro madre, sicchè giammai non se ne ricordano.

[Cap. CCCL.]