[(1229)] Anche il C. R. 2. ha: stoltia.

[Cap. CCCLIII.]

Lo re domanda: perchè l'uno vino è bianco e l'altro è vermiglio? Sidrac risponde:

Quando Noè piantò la prima vigna del mondo, per la volontà di Dio, della pianta che dimorò [(1230)] in terra dopo il diluvio fu fatto vino, per lo comandamento di Dio, bianco e vermiglio; e si ne fecie XL piante, e le piantò in XX giorni: che ciascuno giorno ne piantò due, l'una di giorno e l'altra di notte. Quella del giorno per lo calore del sole diventò vermiglio; e quella della notte per lo freddore della luna diventò bianco. E tutto questo fu per la volontà di Dio. E perciò lo vino vermiglio è più caldo che lo bianco; e l'uno e l'altro ànno calura in loro, ma l'uno più che l'altro.

[(1230)] rimase C. R. 2.

[Cap. CCCLIIII.]

Lo re domanda: le bestie e gli uccegli ànno linguaggio? Sidrac risponde:

Linguaggio non à se non l'uomo. Non credete mica che una [(1231)] bestia o uno uccello grida, che voglia alcuna cosa dire per quello grido; anzi lo fa senplicemente per natura e per usanza. E non però le bestie e gli uccegli già non intendono l'uno l'altro ciò che dicono; ma a quella simiglianza ch'egli gridano per sua natura, a quella simiglianza lo 'ntendono l'altre. Quella che grida non sa che si dire, nè quella che lo 'ntende simigliantemente; ma ciò è uno usato [(1232)] che è tra loro sanza niuno intendimento. E questo è per natura che Idio à loro donato.