[(1327)] Certanamente, certano, forme molto comuni nelle ant. scritture, massime se trad. dal francese o dal provenzale.

[(1328)] La lez. del n. t. è errata, leggendosi: E perciò che questa arte nonne pro alla ria gente e si è iscritto ad alcuno. — Abb. adottata la lez. del C. R. 2., come migliore, se non buona — Il C. F. R. dice: Et por ce que cest art n'en est mie plain a toutes gens, et est oscure a aucuns.

[Cap. CCCCXVI.]

Lo re domanda: Quando Giafet si partì dal suo padre Noè, in quale parte andò egli? Sidrac risponde:

Quando Giafet si partì dal suo padre Noè, egli venne in una contrada, egli e la moglie e' figliuoli suoi, per moltiplicare. E per la volontà di Dio si venne in una provincia ch'ebe nome inanzi il diluvio Arasien; e quando egli l'abitò, egli le pose nome Persia la grande. Ora avenne uno tenpo ch'egli ebe più figliuoli, tra quali n'ebe uno ch'ebe nome Alinemos, e fue il più piccolo figliuolo de' suoi. Avenne uno giorno che Giafet andò in una [montagna] per pascere le sue pecore e l'altre sue bestie, e menò co' lui lo suo piccolo figliuolo. Ora avenne ch'egli lo perdè in quella montagna, per la volontà di Dio; e ivi dimorò perduto VIII giorni e VIIII; e Giafet ne fue molto tristo e molto doloroso, e molto il pianse, e molto si lamentava; e promise a Dio che di quella montagna non si partirebe mai in tutta la sua vita, se lo suo figliuolo non ritrovasse o vivo o morto. E di questo [(1329)], inanzi ch'egli avesse conpiuti i sette giorni e le XII ore, venne a lui uno angelo da cielo, per la volontà di Dio, che gli disse [(1330)]:

[(1329)] Per in questo, in quella, allora.