[(1330)] e li insegnò lo suo figliuolo C. R. 2.

[Cap. CCCCXVII.]

Lo re domanda: che disse l'angiolo a Giafet quand'egli piangea lo suo figliuolo? Sidrac risponde:

L'angelo disse a Giafet: non piangere lo tuo figliuolo, ma fa' com'io t'insegnerò, e tu saprai del tuo figliuolo s'egli è morto o vivo; e ti sia ricordo, per te e per tutti gli altri che dopo te deono venire; e per tutti i tenpi sapere ti conviene l'opere delle pianete e de' segni, com'elle governano la terra, e tutte le criature, e tutte l'altre cose che sono avenire, e quelle che sono istate e sono di presente. Sia lo cominciamento dell'arte del fermamento, e sarà chiamata questa, istrolomia. Quando l'angelo ebbe detto questo, e insegnato, e egli si partì. Giafet fece quello che l'angelo gli avea insegnato, e si trovòe che il figliuolo era sano e salvo, che alle fine de' VII giorni e XII ore egli lo dovea trovare. Gli sette giorni significano le VII pianete, e le XII ore significano gli XII segni; chè le sette pianete e gli XII segni ànno vertude di governare tutte le cose passate e le presenti e quelle che deono venire.

[Cap. CCCCXVIII.]

Lo re domanda: chi questa arte vuole fare o adoperare che uomo vuole essere di suo corpo? Sidrac risponde:

Chi vuole questa arte aoperare, egli dee essere bene credente nel suo criatore, e che egli aoperi in buona intenzione e di buona coscienzia e di buona fede; amare Dio inverso tutte le genti, essere di netto cuore e di puro. E tenpo sarà che questa arte sarà in alcuna cosa canbiata, cioè le parole che ci sono, che alcuna gente nolle vorranno credere nè dire; perciò non la faranno egli nimica a conpimento; e per questo sapere non potrebono a conpimento la veritade. Ma quelli che la facesse così, come lo scritto di Giafet noi divisa, nella forma che l'angelo gl'insegnòe, quelli saprebono e anunzierebono la veritade, di quello ch'egli vorrebono sapere.

[Cap. CCCCXVIIII.]

Lo re domanda: quando l'uomo fa questa arte dee egli fare orazione? Sidrac risponde:

Lo giorno che l'uomo vorrà fare questa arte si dee essere netto di suo corpo e di suo cuore e di lusuria e di tutti altri peccati e di tutto male; e si la dee fare in buona intenzione. Questa arte non si può fare se non lo primo giorno della luna e lo V, o lo VIII, o lo XI, o lo XVII, o lo XVIII, o lo XX, o lo XXX giorno.