[Cap. CCCCXX.]
Lo re domanda: quando l'uomo fa questa arte de' egli essere solo o con alcuno aconpagniato? Sidrac risponde:
Quello che lo fa dee stare in disparte, solo, in uno luogo; o avere co' lui quelli perch'egli la fa. E si dee tenere tre candele accese inanzi a lui, al nome di Dio e della santa trinitade, padre e figliuolo e spirito sancto. Si dee avere fuoco inanzi le candele, o vuogli di qua o vuogli di là. E deono tenere lo volto verso oriente, se egli sono due o tre, che bene vi possono essere, ma più non. Si debono fare VIIII invene [(1331)], all'onore di Dio e della santa trinitade, padre e figlio e spirito sancto. E quelli che sa l'arte e quelli che sono co' lui deono fare queste preghiere che qui sono iscritte; e se non l'ànno a mente, abialle iscritte; e l'orazioni, ch'elli deono di buono cuore fare, sono queste: sire Idio, nella tua credenza mantienmi; sire Idio, nel tuo sevigio confortami; sire Idio, nel tuo comandamento alluminami. E quando tu avrai fatto questo e detto, tu farai VII invenie [(1332)], al nome di Dio e della santa trinità, padre e figliuolo e santo spirito.
[(1331)] La Crusca registra invenia, e la definisce: umile dimostrazione d'abbondante e devoto affetto. — Invenie trovasi usato anche per lusinghe, carezze. Ma qui pare abbia a significare piuttosto invocazioni o scongiuri. — Nel C. F. R. afflicions.
[(1332)] venie C. R. 2.
[Cap. CCCCXXI.]
Lo re domanda: che cosa è onnipotente e trinitade? Sidrac risponde:
Siri Idio, padre omnipotente, padre e filio e spirito santo, una trinitade e non stimabile [(1333)], tre persone in uno Idio, che è e che fue e che è a venire; io ti priego, podestà alta, non istimabile, pardurabile virtù, tu mi di' verità, che ài podere sopra tutte le cose, si come, te dicente [(1334)], tutte cose son fatte; tu formasti in VII giorni la forma delle cose di tutte criature, in diverse maniere nella loro propria forma, siccom'è lo tuo piacere. O mio creatore, degnami mostrare per questa arte delle pianete, per lo quale podere tu l'arai mostrato a tutto il mondo governare [(1335)], che io possa sapere di quella cosa che io cheggio a sapere, si mi ci troverrai la cagione XL per lo tuo santo nome, in ch'ella dee venire e porre fine [(1336)]; non mica, messere, per lo mio servigio, ma per lo dono di tutta grazia [(1337)].