[(1341)] alle umane nature C. R. 2.

[Cap. CCCCXXIII.]

Lo re domanda: che cosa è criatore? Sidrac risponde:

Siri Idio, criatore del cielo e della terra, io ti priego per lo tuo santo nome ch'è Limon, e per gli santi padri, che ànno podere sopra gli uomini e sopra i buoni ispiriti, che fanno lo loro comandamento, per conpiere lo servigio di Dio, che tu mi degni mostrare in questa arte delle pianete della cosa che io cheggio di sapere, quella XL, in ch'ella verrà e finirà. Siri Idio, creatore del cielo e della terra, io ti priego per lo tuo nome ch'è Limon, e per le dominazioni e per li troni sopra li quali è la tua sedia [(1342)] ed i gradi delli angeli, ch'elli sono loro signori per obedienzia, che voi mi degnate mostrare per l'arte delle pianete quello che io chiegio di sapere, quella XL, in che verrà e finirà. Siri Idio criatore, io ti priego per lo tuo santo nome ch'è Limon, e per li troni, sopra gli quali ài lo tuo sedio, e per ciò che tu usi ispaventevolmente i tuoi giudicamenti, che tu mi degni mostrare nell'arte delle pianete, la qual cosa io chieggio di sapere quella XL, in che ella verrà e finirà.

[(1342)] Nel n. t.: e per le dominazioni che sormontano i tonanti. — Abb. pref. la lez. del C. R. 2.

[Cap. CCCCXXIIII.]

Lo re domanda: se si dee fare quella arte o di notte o di giorno? Sidrac risponde:

Quando tu avrai fatto questo e detto, tu avrai aparecchiato la ruota della stolomia inanzi a te; e acenderai la candela della ruota, e spegnerai gli altri lumi dell'albergo dove tu sarai, e farai questa arte, per vedere apertamente lo chiarore della ruota, sopra la qual pianeta ella discienderà. E se tu lo fai di giorno, farai l'albergo iscuro, per vedere chiaramente lo chiarore che sarà disceso sopra la ruota della pianeta; e allora tu potrai alluminare l'albergo, se tu vorrai.

[Cap. CCCCXXV.]