Lo re domanda: come dee essere fatta quella ruota? Sidrac risponde:
La ruota dee essere una tavola ritonda, d'uno palmo, il meno, col compasso e una carta, e carta di banbagia incollata in su quella tavola, del suo grande [(1343)]; e nel mezzo della tavola avrà una piccola brocca [(1344)] di legno, per tenervi entro la candela. E la carta che sarà incollata in su la tavola sarà segnata e partita per VII conpassi, e in ciascuna parte sarà iscritta una pianeta; e in sul brocco mettervi una candela sottile e lunga d'uno palmo o più. Al mezzo della candela, o al meno, avolgerai uno poco di cera doppia intorno lei, per sostenere la ruota al torneare [(1345)], che sia della grandezza di quello che è in sulla tavola intagliata, e ch'ella sia fatta di due carte incollate l'una in sull'altra; in sul mezzo de' avere uno pertugio, tanto aperto per conpasso, come la candela vi possa entrare, e torneare [(1346)] leggiermente intorno. La candela di due dita o di più dee avere nella ruota uno buco grande come uno cece o più, per la carta dee discendere in sulla pianeta [(1347)].
[(1343)] della sua grandezza C. R. 2.
[(1344)] broche C. F. R. — bocca C. R. 2.
[(1345)] La lez. del n. t. è conforme a quella del C. R. 2.; ma è evidente che ne' due Codd. italiani è corsa una lacuna. Nel C. F. R.... par quei votre roe de sus ne descende de la candoile aval. Et tu auras I autre roe appareilee dou grant de celle de sote, et qu'ele soit double gluee.
[(1346)] Nel n. t. torre. — Abb. corr. col C. R. 2.