[(1491)] Potrebbe essere la vermiculite, specie di talco, la quale riscaldata alla fiamma di una candela, emette un gran numero di piccoli prismi cilindroidi, che s'allungano, contorcendosi come vermi.

[Cap. CCCCLXXV.]

Lo re domanda di riflabina [(1492)]. Sidrac risponde:

Riflabina è una pietra gialla, grande come fava, e si à una cotal vertù, ch'ella toglie la sete, e abatte lo giallore del corpo, a chi à giallo il volto e gli occhi. E quelli che bee l'acqua ove la pietra tocca, guarisce del male del fegato. Questa pietra chi la porta sopra sè, si gli conforta gli menbri, e dagli grande forza, conciosia cosa ch'egli sia vecchio uomo. Questa pietra si truova in uno fiume, che passa per la piccola India. Una gente v'à, che non ànno se non uno occhio nella fronte, che guardano queste pietre, che neuno le può pigliare. Si vengono una gente, che si chiamano Nulvei [(1493)], e combattono co' loro, e piglianne per forza.

[(1492)] tifabilina C. R. 2. — reflambine C. F. R. — Ma ci è ignoto che pietra possa esser questa.

[(1493)] Nubiens C. F. R.

[Cap. CCCCLXXVI.]