Lo re domanda di cocrice [(1494)]. Sidrac risponde:

Cocrice è pietra bianca con una tacca vermiglia. La pietra è grande come una fava o meno; e si à cotal vertù: che gli occhi che ànno la perla del bianco sopra la luce o di vaiuolo [(1495)], e sono toccati con questa pietra, quattro volte, lo male guarisce, e l'occhio sana per la vertù di Dio. E tutti gli uomini che beono di quell'acqua, ove questa pietra tocca, quello giorno non puote avere niuno pericolo di tosco. E quelli che la porta sopra lui, niuno malvagio vermine gli si osa apressare, nè dimorare in piazza [(1496)] ov'è. Questa pietra si truova in una ysola del mare d'India, tra due montagne, la ove è sì grandi dirupi, che niuno vi puote andare per nullo ingegno. E quando gli uomini vogliono avere di queste pietre, si uccidono di capre magre, e si l'ungono di mele, e fannone pezzi d'un palmo, e gittagli di qua e di là, per questi dirupi. E poi viene uno ucciello [(1497)], e, volando in suso, e' pigliano quella carne, e portalla sopra la cima di quella montagna per mangiarla; e le genti gli asaliscono da tutto le parti; allora lasciano la carne per la paura; la carne cade alla valle del dirupato [(1498)]. E sapiate che le pietre s'appiccano alla carne. Gli ucciegli pigliano la carne, e portalla fuori del dirupo; e le genti in questa maniera truovano alcuna volta le pietre, che sono apiccate a questa carne [(1499)].

[(1494)] Cocrisee C. F. R. — Sarebbero forse le cochlides di Plinio?

[(1495)] chi ont mal dou blanc sur la prunele ou vairole C. F. R.

[(1496)] en place C. F. R.

[(1497)] vengono li uccielli C. R. 2.