Comincia il II Capitolo
Lo giorno se n’andava, e l’aire bruno
Toglieva gli animai che sono in terra
Dalle fatiche loro e io sol uno
ESSENDOSI esaminato e provveduto con la ragione umana, cioè con Virgilio, qui in questo principio del secondo capitolo si fa cominciamento d’entrare nella sopradetta qualità prima degli uomini, cioè nell’inferno, significando che fosse nella fine del dì, e nel cominciamento dela notte, a figurare la scurità dell’ignoranza, la quale prima ragionevolmente gli conviene mostrare, però che prima e più all’umana generazione è accostante.
Tu dici che di Silvio il parente
Corrutibile ancora ad immortale
Secolo andò e fu sensibilmente
❡ Temendosi di non potere fornire quel che già cominciato era nell’animo suo con Virgilio di quel che tratta nell’Eneide del padre di Silvio, cioè di Enea, si ragiona non vogliendo simigliante operazione agguagliare a lui, si come dell’andata che figurativamente con Sibilla per lui all’inferno si fece, pensando all’effetto del suo gran processo, si come principio e padre di Roma, nel quale la Chiesa e l’Imperio inizio fece, e simigliantemente al vas d’eletione, cioè a san Paolo, il qual poi per cotal modo, figurativamente per l’inferno si mise per dar conforto e correzione alla cristiana fedel gente. Onde a così grande due cagioni considerando, la sua imposibile quasi gli pare.
Io son Beatrice che ti faccio andare
Vegnio del luogo ove tornar desìo
Amor mi mosse che mi fa parlare
❡ Per conforto della detta temenza qui per Virgilio la cagion che lui mosse si conta, di Beatrice dicendo la qual per tutto questo libro la divina scrittura s’intende, si come perfetta e beata.
Donna è gentil nel ciel che si compiange
Di questo impedimento ov’io ti mando
Si che duro giudicio lassù frange
❡ Figurativamente per questa gentil donna la profonda mente della deità si considera, della quale ogni essere procede; per lo quale suo rotto giudicio che qui si ragiona, il trarre l’abito mortale dell’ignorante giudicio per farlo de vertù grazioso s’intende, chiamando cotale grazia Lucia si come grazia di dio, la quale per suo volere si move al soccorso di ciascuno che dall’ignoranza si parte.
Lucia nimica di ciascun crudele
Si mosse e venne al luogo dov’io era
Che ivi sedea con l’antica Rachele.