❡ Si come per Aristotile nell’Etica si contiene, in tre disposizioni la infernal qualità è partita, delle quali la prima incontinenza si chiama, la seconda malizia, e la terza bestialità. Per la incontinenza le quattro sopradette colpe s’intendono, dalle quali è possibile partirsi, onde così apertamente figurate in questo inferno in prima si contengono. Ma perchè dalla malizia e dalla bestialità è impossibile il partirsi, però figurativamente il cerchio di lor sito Murato di ferro si mostra, a figurare la fermezza continua dell’animo loro, chiamandola città di Dite, cioè città di peccato interpetrata nelle quale più contrarie alla natura le colpe digradando procedono che nelle sopradette incontinenti, dalle quali partendosi qui in lei si procede.

Chiuser le porte que’ nostri aversari
Nel petto al buon segnor che fuor rimase
E rivolsesi a me con passi rari

❡ Qui la chiusa voglia de’ maliziosi principalmente si dimostra, a ciò che di loro non si palesino li orribili peccati ne’ quali per sè sola la ragione umana per notizia non puote entrare sanza la sperienza dell’animo, si come nel seguente capitolo si conta.

Comincia il IX Capitolo

Quel color che viltà nel cor[16] mi pinse,
Vedendo il duca mio tornare in volta
Più tosto dentro il suo novo ristrinse

ASPETTANDOSI d’entrare nella presente città in questo cominciamento del capitolo con temenza sopra le dette parole, così si ragiona, immaginandosi che tali colpe si fosser lasciate cercare, procedendo che in dietro tornando in loro si come vizioso finalmente il terrebbero.

Ver è ch’altra fiata qua giu fui
Congiurato da quella Ericon cruda
Che richiamava l’ombra[17] a’ corpi suoi

❡ Eripthon fu una donna vecchissima femmina delle parti ....., di cui anticamente a’ corpi morti per suo congiuramento tornare si credeva, la quale da Virgilio, alcuna volta, favoleggiando così pare che toccasse.

Dove in un punto furon dritte ratto
Tre furïe infernal di sangue tinte
Che membra femminine aveano e atto