E quella che ricuopre le mammelle
Che tu non vedi colle treccie sciolte
E à di là ogni pilosa pelle
❡ Simigliantemente d’alcuna donna, figliuola del detto Tiresia nominato qui si ragiona, la quale, essendo il suo padre morto, e veggendo serva la città di Bacco, cioè Tebe, per lo mondo ciercando e fuggendo ogni carnale essere umano, per molte provincie trascorse; tra le quali, finalmente, in alcuna parte d’Italia, Lonbardia nominata, per sua dimora si pose. Nel quale stando e operando sue arti magiche, di che ella come ’l padre era isperta, alcuna gente a lei circunstante con lei si raccolse, incominciando la terra che al presente Mantova si chiama, il cui principio e processo assai chiaro qui nel libro procede. ¶ Ma per meglio intendere, come la detta sua patria serva divenne, cioè Tebe, qui cotal modo si conta che, secondo che per ..... si conta e sonvesi, essendosi in sul campo morti Teocle e Polinice, con molti di ciascuna parte seguaci dalla detta terra, alcuno suo cittadino nominato ..... per sua forza si fece signore, il quale con tanta crudeltà la reggea, che i corpi morti della detta battaglia, per dispetto, secondo l’usanza arder nelle pire, cioè ne’ costumati fuochi, per sepultura di loro no lasciava. Per lo quale disdegno, le donne della detta terra al buon duca d’Atene, cioè a Teseo, ad andare si misero, dinanzi al quale pregando, proposero che di lor terra la signoria gli piacesse, deponendo il sopra detto crudele. Ond’egli il lor prego accettando, con grandissimo esercito alla detta terra pervenne, la quale, per ordinata battaglia di campo, finalmente prese, e in ordinato tributo la sottomise alla patria sua, cioè ad Atene, e così di libera la città di Tebe serva divenne.
Già fur le gienti sue dentro più spesse
Prima che la mattia di Casalodi[27]
Da Pinamonte inganno ricevesse
❡ Vogliendosi dimostrare che la detta terra di Mantova già di più abitanti fosse che ’l presente non mostra, del cominciamento di sua briga qui si ragiona, cioè d’un cavaliere della detta terra, nominato messer Pinamonte d’i Bonacosi, il quale signoreggiandola con gli uomini di sua schiatta, per esser solo a dominio, cacciando gli uomini di sua casa, ad un’altra schiatta grande della terra, nominata casa Lodi, parteggiando si prese. Colla quale i detti suoi consorti di fuori della terra cacciati produsse. E simigliantemente poi esendosi imparentato con loro, agli uomini della detta casa Lodi cotal volta fece; per la quale impresa grandissimo abbassamento di cittadini procedendo si segue.
Euripilo ebbe nome e così ’l canta
L’alta mia tragiedia in alcun luogo
Be’ sai tu che la sai tutta quanta
❡ Procedendo ne’ simiglianti qui d’alcun altro della presente qualità auguro e arte magico di Greci, nominato Euripilo, ancora si ragiona, il quale essendo grandissimo esercito del re Menelao di Grecia apparecchiato per passare a Troia, vogliendo del muovere il buon punto eleggere, cotal sacrificio ad alcuna Idea nominata Diana in prima propose che più bello animale che vivesse a lei sacrificandosi dovesse morire. La qual sentenza finalmente sopra Figenia figliuola del detto re Menelao, bellissima, accadde. E fatto cotal sacrificio in alcuna terra marina di Grecia, nominata Aulide, con alcuno altro auguro, nominato Calcanta, il punto della mossa del navilio generalmente provide, tagliando in prima del principal legno la legata sua fune, per cui immantinente tutti gli altri il simigliante seguirono, procedendosi della detta impresa di Troia finalmente vittoria, come nelle sue istorie si conta.
Quell’altro che ne’ fianchi è così poco
Michele Ascotto fu, che veramente
Delle magiche frode seppe il gioco
❡ Dimostrati i sopra detti antichi, qui d’alquanti moderni in simigliante qualità si ragiona, e principalmente d’un di Scozia, nominato Maestro Michele, il quale di cotal maestria fu molto eccellente; e seguentemente d’un altro da Forli di Romagna, nominato Guido Bonatti, il quale, col conte Guido vecchio da Montefeltro, così operando, lungo tempo vettorioso si resse, ed ancora d’un altro da Parma di Lombardia, nominato Asdente, finalmente così conchiude, al quale, essendo calzolaio, per simigliante cagione molta gente grossa già corse.
Ma vienne omai che già tien nel confine
D’amendue gli emisperij e tocca l’onda
Sotto Sobilla, Caino e le spine
❡ Vogliendosi dimostrare l’ora della notte presente, colla quale per tutto l’inferno, figurativamente si procede in cotale modo, significando si prende, assegniandosi, che la luna alcuna cosa iscema[ndo],[28] presso fosse a l’occidentale orizonte di Gerusalem, il quale le parti di Sobilla s’intende, per la quale si segue che nell’opposito suo orientale giae il sole s’appressasse, cioè nel mattutino. Onde per proceder tutta la viziosa qualità sanza mediata luce in oscurità di tempo, sentendosi così surgere la luce del die, così, figurativamente qui ragionando s’affretta.