❡ Siccome per falsadori realmente i sopra detti Grifolino e Capocchio figurativamente in questa colpa prima si pongono, cosi personalmente di due qui si ragiona, d’i quali, l’uno fu un cavaliere di Firenze nominato messer Gianni Schicchi de’ Cavalcanti, il quale, tra l’altre sue operazioni, alcuna volta, a petizione d’un altro cavaliere di Firenze, nominato Messer Simone de’ Donati in un zio del detto Messer Simone, nominato Messer Buoso, in fine di morte stando in sul letto, falsamente trasformato il testamento di lui a suo modo fece, lasciando reda della maggiore parte del suo il detto messer Simone, nel qual testamento finalmente una sua cavalla di pregio d’alcun suo armento a sè medesimo diede. L’altra fu una donna, nominata Mirra, figliuola d’alcuno re delle parti d’oriente, nominato Cinara, quale alcuna volta, in un altra donna trasformata, nel suo letto carnalmente per sua voglia si stette, la quale, essendosen’egli avveduto per alcun segno poi, e vogliendo ella uccidere, da lui si fuggì, di cui finalmente un figliuolo maschio fece. Per le cui maliziose rabbie figurativamente in trafiggere i sopradetti falsatori di cose si pongono, a dimostrare che per loro immaginato indizio nel luogo del collo, cioè nell’appetito, l’operazioni sien sospinte.
Alla miseria del maestro Adamo;
Io ebbi vivo assai di quel ch’io volli,
Ed ora lasso un gocciol d’acqua bramo
❡ Per la terza qualità di falsadori, si come di monete qui d’alcun maestro monetiere, nominato Adamo, si conta, il quale a posta del conte Guido e del conte Alessandro da Romena di conti Guidi, fiorini d’oro falsi coniando produsse, per li quali finalmente in Firenze fu arso. Onde così figurato si pone, a dimostrare la grandissima e pregna rinchiusa sete di ciascuno in cui la cupidità della moneta così signoreggia.
L’una è la falsa ch’accusò Giuseppo:
L’altr’è il falso Sinon Greco di Troia:
Per febbre aguta gettan tanto leppo
❡ Essendosi dimostrate le tre qualitadi della presente colpa, qui ultimamente quella della mente parlando si conta, riducendosi primamente in alcuna donna, nominata ..... e figliuola d’alcuno signore nominato ..... delle parti d’oriente, la quale, secondo le storie della Bibbia, d’un suo famigliaro, nominato Gioseppo, figliuolo di Jacob, ardentemente era vaga, il quale, essendo venduto al sopradetto signore da’ fratelli, come nelle sue storie si conta, contra lui di lei niun fallo accettava. Ond’ella alcuna volta con lui in camera istando, e proferendogli di sè il diletto, e egli non vogliendo, per panni gridando, per farlo perire, lui prese. Per la cui ispaventevole partita de’ suoi panni in mano le rimase, mostrando cotal segno al marito e dicendogli come sforzar la voleva. Onde il marito pigliandolo, nella prigione del re Faraone meterlo fece. Della quale finalmente, per rivelazione d’alcuno sogno de’ re Faraone, secondo che nelle sue istorie si conta, liberato n’uscì. E così alcun altro Greco, nominato Sinone, ancora cotale colpa s’induce, il quale, secondo che nelle troiane storie si conta, essendo rimaso solo col cavallo, nel quale l’agguato de’ Grecci si mise, e lasciandosi ei pigliare a’ Troiani falsamente essendone disaminato da loro, di tale dificio rispose, secondo che nella chiosa del vigesimo sesto canto di questo libro, in alcun luogo per Ulisse si conta. Le cui ardenti e fiammanti qualitadi figurativamente significano le superflue caldezze false che in loro animo si conservano.
Tu hai l’arsura, e ’l capo che ti duole
E per leccar lo specchio di Narcisso
Non vorresti a ’nvitar troppe parole
❡ Secondo alcuna favola d’Ovidio, Narcisso fu un bellissimo giovane, il quale, alcuna volta veggendo sè medesimo ispecchiandosi in una fontana, tanta vaghezza, di sua vista comprese che non partendosene finalmente quivi la morte comprese, per cui asemplative ciascuna fontana suo specchio s’appella. La cui allegoria brevemente si considera, che rimirando e attendendo troppo alla vaghezza corporale, a morte intellettuale ciascun si produce.
NOTE:
[41] Della quale e del quale Bacco.... era nato.
[42] Corretto col P. 303.