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[CANTA A' MIEI PIEDI....]

Canta a' miei piedi, come uccel fra i rami,

la bimba.—Come zolla a primavera,

per lei la stanza olezza di ciclami.

Parla con la sua bambola, e la culla

con miti atti materni, e con lei ride.

Nulla mirai di così dolce, nulla

udìi che avesse la freschezza alata

di questa voce: aura tra foglie, vena

garrula d'acque, musica sognata....

.... Testina bruna e bocca di sorriso,

cuore che vivi di felicità,

io penso, intenta e scolorata in viso,

a l'avvenir che fra le nebbie sta.

Come lontano!... ma verrà.—V'è un'ora

per tutto.—Or giochi; ed in te dorme intanto

l'eterna sfinge che se stessa ignora.

Dormono istinti e sogni, e il bene e il male,

e l'energie de la tua razza, e il foco

roditor de la carne, e l'ideale;

l'opera forse ch'io non ho compìta,

e che risorgerà per la vittoria

in te, vibrando di più vasta vita;

forse il poema de l'uman dolore....

.... Potrò seguirti per l'ignota via?...

Perdutamente ora ti stringo al cuore,

o bimba, o bimba, or che sei tutta mia.

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[L'OMBRA]

Sediamo, tacendo, sul queto

balcone che guarda il giardino:

io cucio, e tu fingi di leggere:

ti gioca la bimba vicino.

Rintoccan da lungi le piane

campane de l'Ave Maria.

Un'ombra ci scende su l'anima,

non sai, non sappiamo che sia;

così, come un'ombra di nube

o d'ala, che rapida passa.

Non dico la cosa terribile,

nè pur con la voce più bassa:

lo so, temerario è tentare

la morte, sia pur con un detto.

—Silenzio.—Tu stringi con braccia

di ferro la bimba al tuo petto.

.... Passaron per te, con la vita,

le torve tempeste del cuore,

le smanie che a te pur sembravano,

—e forse non eran—l'amore:

passaron per me, con la vita,

degli estri il magnifico grido,

e i sogni di gloria.—Ci pènetra

ormai la dolcezza del nido;

per questa dolcezza viviamo,

serrati a la bimba, così....

Che cosa faremmo, se l'angelo

di casa non fosse più qui?...

*

Io, sì, potrei vivere ancora,

sai?... viver fra i muti balocchi,

gli sparsi alfabeti e le bambole

sue bionde, che chiudono gli occhi:

canuta e disfatta, ma vivere,

per vincer con torbida e forte

superbia il mio strazio, e costringerlo

nel verso che sfida la morte:

costringerlo tutto, con brani

di cuore, cogli urli supremi,

con tale irruenza di spasimo

che il mondo ne soffra e ne tremi....

Ma fuor de la semplice culla

che il bianco tuo fiore cullò,

oh, tu non avresti più nulla,

tu t'ammazzeresti.—Lo so.—

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[PICCOLA CASA]

Piccola casa che da' tuoi balconi

respiri il verde e ridi a Primavera,

piccola casa ov'Ella un dì non era,

ov'Ella schiuse i suoi lucenti occhioni:

piccola casa linda come un fiore

ove il mio core in Lei trovò la pace,

che taci, mesta, se la bimba tace,

che lieta echeggi a l'infantil rumore:

in te sien puri ogni atto, ogni parola:

schiuse sien le tue porte a chi domanda

pane, e a la tua pietà si raccomanda:

da te prorompa il gesto che consola.

Palpita, come un nido: apri tua fronda,

come un rosajo. Il calmo declinare

del giorno aduni, in torno al focolare,

pie fronti ove rimorso non s'asconda;

e le finestre a l'albe senza veli

schiudansi per desìo di luce e d'aria,

salutando l'allodola che svaria

inebriata pel nitor de i cieli;

salutando col sol la gioia eterna

del moto, e il ritmo de le forze umane.

Amore, amore, amor dona col pane,

piccola casa semplice e fraterna:

ogni cantuccio in te serbi un'alata

eco, un sorriso, una gentile istoria:

tutto di te sia dolce a la memoria,

piccola casa ove mia figlia è nata.

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