Per il bimbo che nacque ieri, e per quello che ancora è nascosto nel grembo della madre: poichè ogni vuoto si riempie, per quanto immani siano i massacri.

Per la spica e per il frutto che debbono maturare; fossero pure la sola ed il solo rimasti intatti nei campi e negli orti devastati.

Per il fratello che non conosci e che ugualmente vive in te, come tu vivi in lui.

Per il dolore, per l'errore che ti hanno imprigionato, e per l'amore attivo che ti renderà libero.

Per il fiore effimero e per le stelle eterne.

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Finirà la guerra.

Finiranno le nazioni d'esser ridotte a caserma, ospedale e campo di battaglia. Le patrie diverranno inviolabili entità ideali. Cannoni, mitragliatrici, bombe, siluri, fucili, tutti i raffinati strumenti di distruzione, insultanti la santità dell'aria, della terra e del mare, andranno fusi in materia di metallo per gli strumenti e le macchine del lavoro, per rotaie, ponti e moneta.

Grano e gloria sui morti, sete e fame smisurata di amore nei vivi: gioia e sapienza del vivere, in ragione del sacrifizio consumato dai padri.

Allora soltanto, fra l'umanità ricomposta, il buono spirito di Luigi Majno ritornerà.