Leali combattimenti in campo chiuso e in campo aperto, lizze d'amore e d'onore, nobiltà di paladini erranti senza macchia e senza paura, scintillar di grevi ma oneste spade, pellegrinaggi verso le Terre Sante: nutrimento di midolla leonine per il piccolo avventuroso!...
Sgocciolavano lungo i, vetri delle finestre i freddi rivoletti della pioggia marzolina: dietro quei cristalli e quelle grige cortine d'acqua il fanciullo sapeva l'implacabile monotonia delle strade rettilinee, lungo le quali ogni casa è numerata, ogni tram segue la propria rotaia, ogni uomo calca le meschine e sempre uguali tracce del proprio dovere quotidiano.
E una volta egli fissò i ben cigliati occhi grigioverdini in quelli della giovine madre, che, dopo la lunga lettura, deponeva il libro in grembo; e disse, assorto, come parlando a sè stesso:
—Allora sì che valeva la pena di venire al mondo!... Allora non si andava a scuola e si andava a combattere. Ma adesso!... Cos'è la vita adesso?... Nient'altro che una passeggiata noiosa per strade troppo comode.
Una pausa di silenzio seguì. La madre non dimenticò più mai quel silenzio. Le parole inconsciamente profetiche vi rimasero infitte, come se un bulino invisibile le avesse incise sulla parete.
Nulla di ciò che è regola fissa, consuetudine disciplinare, poteva imprigionar lo strano fanciullo. Per conseguenza egli non amò le scuole, e le scuole non lo amarono. La sua vivacità senza freno avrebbe saltato a piè pari tutti i banchi di legno di tutte le aule scolastiche del regno d'Italia,—più o meno sudici d'inchiostro, infiorati di pupazzetti e tagliuzzati da punte di temperini.
Egli apparteneva all'inquietante specie degli allievi che in apparenza non studiano e se ne infischian del maestro e non portano sempre il còmpito e mettono, se gliene salta il ghiribizzo, a soqquadro la scolaresca, facendo scoppiare un petardo dietro la cattedra, con la stessa disinvoltura con la quale un altro tira giù cifre e cifre sulla lavagna.
Ma in sostanza imparano prima e meglio degli altri, per un rapidissimo processo intellettuale di assimilazione; e, per un altro processo ugualmente istintivo, eliminano dalla nozione appresa il ciarpame didattico, per non serbarne, vivo e durevole, che il nocciolo essenziale.
I maestri che lo capirono gli vollero bene, nonostante la sua disattenzione, le sue disobbedienze, le sue bizzarrie. Molti non lo compresero. Usciva troppo nettamente dalla linea convenzionale. Non poteva trovarsi accanto al gregge.
Una forza era in lui, che sconfinava a tratti, sconquassando con colpi e colpi disordinati le cose e le anime intorno. Ribelle a qualunque forma di costrizione, anche nella casa era il terremoto. Una gentile amica della famiglia, che molto lo amava, lo aveva soprannominato «la raffica».