Nessuno udiva; e cosa poteva far lui, vecchio impotente, inchiodato in una scranna, con quella angustia nel cuore, con quella certezza che aveva di un pericolo, di un male — a tardare — irrimediabile! Impazzire, morire! La bambina!

Ma forse non era vero quel che aveva inteso [pg!51] dir tante volte? Se era vero, no, Dio non lo permetterebbe! Avrebbe misericordia. Infatti ora piangeva più piano. Smise di piangere, un istante, come a persuadersi che il tormento cessava. Non cessava. E tornò a lui con rinnovata speranza; e l'abbracciava, il suo nonno, e lo scongiurava, per carità! — Cávala, nonno!

La liberasse! In che modo, Dio santo? Non osava: temeva far peggio; tremava. Un medico ci voleva, súbito!; e nessuno lo udiva, povero vecchio, solo nella sua impotenza, nella sua miseria, nel suo terrore!

L'ignoranza e il pregiudizio eccitavano la senile fantasia a un immaginare atroce. Con le pinze della coda, le robuste e aguzze forbici, l'animaluccio mostruoso, portato dall'istinto a nascondersi, forava a penetrar nel cervello, e vi penetrava a poco a poco, finchè vi zampiccava, atroce, dentro. Qual tormento, qual martirio, quale spasimo più grande? Impazzire; morire di spasimo!

Nè la bambina fremendo, con la faccia sul suo petto, con le braccia su le sue spalle, perdeva la speranza. Dal nonno attendeva il sollievo; dal nonno il rimedio all'intollerabile male, che la frugava, la fustigava a dentro, sempre più a dentro. E il nonno non diceva più nulla, non faceva più nulla, non sapeva far più nulla. Tremava [pg!52] tutto. E allora essa si ritrasse ostile e gli rivolse un'occhiata livida. Ah che atroce patire doveva essere, se una bambina, quella bambina, la sua bambina, aveva potuto esprimere dal più profondo senso vitale tant'odio, mostrarsi così crudele, spietata! O forse era quell'occhiata il primo indizio della demenza?

— Voglio la mamma! — urlava tentando staccarsi dalle braccia tenaci.

Egli la tratteneva preso da un'altra paura, che fuggisse e si smarrisse, insana, per la campagna.

— Voglio la mamma! — urlava divincolandosi con tutte le forze; ed egli la teneva con tutte le forze. Lottavano, il vecchione ottantenne e la bambina di sei anni. Ma vinta, disperata, lei piegò le gambe, e lui vinto, disperato, la lasciò abbattersi ai suoi piedi.

E per non vederla svenuta o in convulsione, povero vecchio impotente, reclinò il capo e invocò dal Cielo una fine.

Perchè, Dio? perchè? Da cinque anni campava inchiodato in una scranna, e non aveva bestemmiato mai; e la gente diceva: — Siete bello, nonno! Ammiravano la sua pazienza e la sua virtù. Rassegnato, lui, che era stato un lavoratore, un gigante! E, in coscienza, era buono. Se sgridava, sgridava sempre per buon [pg!53] fine, non per cattiveria; e quando non ubbidivano, perdonava. E ringraziava Dio e la Madonna, mattina e sera, di conservarlo al mondo pur inchiodato a letto e nella scranna. Perchè dunque, perchè castigarlo in una maniera così barbara, in una creatura innocente, che era la sua consolazione, il cuor del suo cuore? Impazzire; morire!