Dio santo! no!
Il vecchione ebbe una scossa di tutti i nervi; tutta la vitalità che gli restava insorse afferrata dalla volontà indomita, e lo sospinse a un impeto prodigioso, a una possanza furibonda, a un miracolo. Fermò le mani sui bracciuoli, si alzò. Si alzò, si resse. In piedi: diritto: gigante; col baleno, col delirio, con l'animoso spavento del miracolo. Credette di poter muoversi da sè, di poter camminare, di poter correre a cercar qualcuno, solo che non avesse impedito il passo.
La bambina gli impediva d'andare. E trasmettendo nella voce la ricuperata energia e il prodigio, egli urlò: — Aiuto! aiuto! —; e fu come se la casa bruciasse, o come lo assassinassero.
Non si muoveva perchè dubitava che la bambina, lì, a terra, fosse svenuta o morente. Per questo non si muoveva. Ma quando la udì [pg!54] ripetere: — La mia mamma! —, le gridò inviperito di lasciarlo passare; con un supremo sforzo avanzò il piede.
E ricadde, affranto, nella scranna, nella sua desolata miseria.
Un freddo mortale gli invadeva in fretta le membra, saliva a gelargli il sangue in ogni vena. Sentì la morte.
Anche la bambina stette un pezzo senza dar segno di vita. Tutto il mondo adesso taceva; tutto il mondo aspettava.
.... Ma, a un tratto, essa levò su il capo, la persona.
Indicando, a terra, esclamò vivace e giuliva:
— Guarda, nonno! Guarda che formicone che era!