Se non che l'Ida obiettava ancora:

— Avrebbe pregato di seppellir le carte, non di bruciarle.

— Rifletti — ribattè Giulio. — Doveva dubitare che non lo seppellissi io; e non si fidò di altri, anche se io promettevo. Nel modo che mi guardava io capii che intendeva dirmi: di [pg!72] voi posso fidarmi. Sembran misteri e sono verità così semplici!

Alla ragazza tornarono a luccicare gli occhi.

— Ma io sarò più spiccio — seguitò Giulio. — Sul tuo ritratto ci scriverò: «Seppellitelo con me, prego». — E sorrise.

— Giulio! — gridò lei.

— E tu, se io morissi? — dimandò lui, pacatamente.

Ah, la prova; la gran prova d'amore!

L'Ida corse a prendere le forbici, si disciolse una treccia. E lui tagliò tre capelli, li compose in ciocchettina, li baciò e li pose col ritratto nel portafogli. Pacatamente.

Ma allora la ragazza gli gettò le braccia al collo singhiozzando. Piangeva come piange una bambina per meritar perdono.